"Castello Bufalini"

Nel 1487 Niccolò di Manno Bufalini, ricco possidente tifernate, ricevette dalla comunità di Città di Castello senza versare compensi, un fortilizio da ultimare per la difesa dei territori altotiberini. La struttura, avviata dall’architetto romano Mariano Savelli, fu completata sotto la direzione di Giovanni e Camillo Vitelli di Città di Castello in base alle indicazioni del fiorentino Giovanni di Alesso detto Nanni Unghero. Alla fine del XV secolo il castello si presentava come un enorme edificio a pianta quadrangolare con torri d’avvistamento ed un imponente “mastio”. Nel corso del tempo, a partire dal ‘500 l’edificio in base a modifiche ed abbellimenti voluti da Giulio e Ventura Bufalini (in particolare alcuni cicli di affreschi di Cristofano Gherardi: Prometeo e Pandora, Sala degli Dei, Fatti dei Romani) divenne una splendida e confortevole dimora signorile. In questa atmosfera, non priva di ombre e dolori familiari, visse a lungo Francesca Turrini Bufalini (1553- 1641), moglie del Colonnello pontificio Giulio Bufalini, poetessa di grande personalità morale ed artistica. Alla fine del XVII secolo la sensibilità estetica dei proprietari, operò una radicale modifica del vasto giardino con la creazione di roseti, gallerie verdi, fontane e nicchie con mosaici ed un labirinto di siepi di bosso: il tutto è fedelmente documentato in un cabreo datato 1706. All’interno del Castello è custodito l’archivio di famiglia il cui riordino è stato curato da Enrico Mercati e da Laura Giangamboni con la pubblicazione del relativo Inventario a cura della Soprintendenza Archivistica per l’Umbria (2001). Acquisito nel 1989 da parte dello Stato con finalità museali, dopo accurati interventi di restauro, con i suoi dipinti, arredi e suppellettili perfettamente conservati nei loro spazi d’uso, il Castello Bufalini è tornato a raccontare secoli di vita e di splendore.

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